FAQs
 
D. Come mai rispetto alla concorrenza che produce un pannello pieno di tanti LED nel vostro ce n’è un numero così limitato?

R. I corpi illuminanti da noi prodotti montano dei LED ad alta potenza il cui fascio largo di emissione viene concentrato da un gruppo ottico di convergenza. La grande potenza luminosa viene così distribuita in maniera uniforme ed omogenea, facendo diminuire di conseguenza il numero di LED necessari rispetto all’emissione prodotta.

D. Per quale motivo si è scelta una struttura portante costituita da alette metalliche traforate?

R. Proprio per fare un prodotto innovativo si è deciso di abbandonare l’idea di un monoblocco portante ed in conseguenza della maggiore efficienza luminosa si è deciso di costruire una struttura atta ad essere nello stesso tempo leggera, facilmente ventilata e quindi estremamente dissipante del calore che si produce intorno al LED.

D. Perché non si è costruito un corpo illuminante con un’unica lente di Fresnel?

R. La particolare tipologia di LED utilizzata necessita di lenti collimatrici appropriate per ogni tipo di LED e quindi ogni LED finisce per essere un piccolo proiettore a se stante. In futuro sono già allo studio piccoli proiettori con lente singola, adatti ad una nuova generazione di LED.

D. Perché usate una miscela di LED bianchi e rossi?

R. I LED utilizzati sono una “famiglia” estremamente selezionata di emet- titori che producono luce bianca su un lungo tratto di temperature di colore. Malgrado la selezione all’origine e la selezione operata presso i nostri stabilimenti tutti i LED per loro costituzione possono contenere un quantitativo di emissione spettrale verso il verde o verso il Magenta. È stato allora il nostro impegno trovare LED in grado di correggere questo spostamento cromatico senza ricorrere a filtri sovrapposti che col tempo avrebbero perso caratteristiche di trasmissioni.

D. Perché non esiste un corpo illuminante tarato per 3200 °K?

R. La “famiglia” dei LED che producono lunghezze d’onda lungo la linea il cui centro è 3200 °K è una famiglia di LED meno potenti la cui emissione non darebbe i risultati fotometrici sperati, per cui filtrare un corpo illuminante a 5500 °K corrisponde, se necessario, ad avere un corpo illuminante da 3200 °K. Pensiamo quindi che in quasi tutte le circostanze operative risulta più interessante possedere un corpo illuminante a luce “bianca”.

D. E’ vero che i LED possono avere variazioni colorimetriche sin dall’origine durante la produzione?

R. E’ vero ed è cura dei produttori di selezionare i LED alla produzione classificandoli in “intorni” che hanno caratteristiche di temperatura colore uguali ma variazioni nella zona del verde e del magenta così da costituire quelle che, con una certa leggerezza, chiamiamo “famiglie” di LED.

D. Perché è vero che i LED possono avere variazioni cromatiche alle temperature estreme?

R. Ci sono piccole variazioni dovute alla temperatura che si genera alla base del LED ed intorno al LED, specie se la dispersione di calore alla base non è efficiente. Tali variazioni nella maggior parte dei casi sono trascu- rabili o riducibili ai valori cromatici richiesti con l’adozione di un leggero filtro di correzione.

D. Che relazione esiste tra risposta cromatica emissione luminosa voltaggio di alimentazione?

R. Al variare del voltaggio di alimentazione nei corpi illuminanti LED varia solo l’intensità luminosa emessa, la temperatura di colore invece resta ai valori di emissione stabiliti dal produttore.

D. Possono esistere corpi illuminanti con temperature di colore molto particolari o addirittura omogeneamente colorate?

R. Sì, possono essere costruiti corpi illuminanti con LED a temperature molto elevate o addirittura per un colore dominante ma se ne sconsiglia l’uso dato che, come si è detto, qualsiasi LED ha componente non solo sulla linea di temperatura di colore, ma anche picchi elevati visivamente non controllabili. Il loro uso dovrebbe comunque essere “testato” ed utilizzato accortamente.


D. Quale alimentazione possono ricevere i LED?

R. L’alimentazione preferibile è quella che nel caso nostro è stata scelta (7,2V – 12V) perché la più pratica e facilmente disponibile sia durante l’uso on board che durante l’uso in scena. Nel primo caso basterà l’uscita ausiliaria di qualsiasi camera, nel secondo sarà comunemente una batteria ad alimentare un corpo singolo o una batteria di moduli tra di loro assemblabili. Si potrà ad ogni modo alimentare a rete da 120V a 240V con comuni ed economici trasformatori di tensione.

D. Perché i termocolorimetri possono dare a volte valori discrepanti tra di loro nella misurazione dei LED ?

R. E’ un problema che si deve attribuire totalmente alla taratura dei termocolorimetri. Infatti ogni ditta calibra i filtri per le cellule dei tre colori principali dei termocolorimetri in funzione di una media ponderata delle curve di risposta cromatica dei vari materiali fotosensibili. Alcune case possono aver tarato i loro termocolorimetri per materiali fotosensibili di epoche più o meno recenti. La risposta dovrà essere testata e corretta in funzione del materiale sensibile che si usa al momento. Emetteremo delle tabelle atte ad individuare le differenze tra misuratori e materiali sensibili.

D. Perché, contrariamente a tutti gi altri costruttori, non mettete in evidenza il valore CRI (Color Rendering Index) dei vostri corpi illuminanti?

R. Il “famigerato” CRI non si riferisce ai corpi illuminanti finiti ma alle lampade generatrici dell’emissione o ai LED. In quest’ultimo caso addirittura, tutti i sistemi scientifici (raccomandazione CIE 13.3-1995) o empirici, risultano fuorvianti nell’uso foto cine televisivo tanto che la CIE (Commission International Eclairage) ha pensato di riunire una nuova commissione per dare nuove indicazioni sui test del CRI riferito ai LED. I LED inseriti nei nostri apparecchi mantengono il loro CRI originario anzi lo migliorano traendo vantaggio dalla nostra metodologia costruttiva che li adegua ai valori di Temperatura Colore Correlata (CCT) nell’ambiente foto-cine-televisivo.

D. Quanti modi ci sono di ottenere luce bianca dai LED ?

R. Ci sono due modi per ottenere emissione di luce bianca con i LED. Uno usa un mix di differenti LED (i.e. RGB Red Green Blue), permettendo modulazioni flessibili della temperatura di colore. Il secondo metodo usa un LED blu "Indium Gallium Nitride" (InGan) trattato al fosforo che crea luce bianca.

D. Perché per ottenere emissione di luce bianca non usate il sistema RGB?

R. Essenzialmente perché non avremmo la stessa efficienza luminosa che otteniamo con l'uso della nostra miscela di LED nativi bianchi modulati cromaticamente con il rosso.

Purtroppo i LED RGB in teoria sono modulabili, con un opportuno circuito che li alimenti in maniera differenziata, ma in realtà la loro oscillazione cromatica è estremamente ridotta.

Le componenti cromatiche di Rosso Verde Blu dei LED,  sotto alimentate o sovralimentate, non arrivando a potenze tali da portare l'emettitore dalla luce bianca alla temperatura colore di 3200°K  produrranno una luce più bassa di intensità luminosa ed una temperatura colore si più bassa o più alta ma con tendenze verso il Verde o il Magenta a livelli elevati.

Molto spesso questi sbandamenti cromatici sono tali da dover essere corretti con dei filtri. Questa non è certo la logica commerciale della IANIRO .

Dobbiamo infatti ricordare che la modularità della temperatura di colore è un ottimo vantaggio in applicazioni dove elevate prestazioni e ottimale rendimento dei colori (es: decorazione, architetturale, etc.). Ma la stessa flessibilità a spese della efficienza luminosa potrebbe non essere più un vantaggio per i direttori della fotografia che cercano emissioni luminose di lunga gettata e cromaticamente equilibrate per il nostro uso specifico.

D. Come si puo' valutare l'autonomia degli Ianileds 6 e 7 alimentati dalle varie batterie già a disposizione degli operatori ?

R. Semplicemente calcolando l'amperaggio degli illuminatori e rapportandolo alla capacità in Ampère della batteria :
Ianiled 6 12V 6W . Potenza /tensione = amperaggio 0,5Ah

Es: Batteria 4.1Ah/0,5Ah = Durata 8 ore ca

Ianiled 7 12V 7W. Potenza /tensione = amperaggio 0,58Ah

Es: Batteria 4.1Ah/0,58Ah = durata 7 ore ca

Ianiled 6 7,2V 6W. Potenza/tensione = amperaggio 0,83Ah

Es. Batteria 8.8Ah/0,83Ah = durata 10 ore ca

Ianiled 7 7,2V 7W. Potenza/tensione = amperaggio 0,97Ah

Es Batteria 8.8Ah/0,97Ah = durata 9 ore ca

E' evidente che le batterie in commercio con capacità dedicate agli illuminatori convenzionali a lampade alogene eccedono le ridotte necessità dei Led e quindi Ianiro sta realizzando piccoli pacchetti batteria tascabili Ni MH adeguati ai bassi consumi degli Ianileds.

D. Le calamite usate per il rapido aggancio dei filtri e delle lenti sugli Ianileds 6 e 7, possono danneggiare ad esempio i nastri magnetici per la registrazione video ?

R. No, le piccole calamite impiegate appena a mezzo centimetro di distanza, già hanno un'induzione magnetica di soli 0,1 gauss che diventa ancora più irrilevante a distanze maggiori.

D. Sono i LEDs assimilabili a raggi Laser e danneggiare la pelle o la vista ?

R.
No , non sono assimilabili. Il Laser  è un intorno ancora più stretto di lunghezza d'onda e solo alcune lunghezze sono dannose se indirizzare dritte sul fondo oculare. Alcuni raggi Laser se mirati, convogliati e di alta potenza servono persino a ricucire la retina nei casi di distacco . Anche per la pelle si deve dire la stessa cosa.