L'evoluzione
Gli inizi
L'evoluzione
Il led
All'arrivo della tecnica di
registrazione del suono, nel 1930,
si verifica una seconda svolta
decisiva: il filamento al
Tungsteno
, solitamente usato per
le abitazioni, sostituisce le
lampade ad arco perché
operativamente “silenzioso”.
Nascono così i proiettori con
lente di Fresnel concentratrice
che da quel momento non
abbandoneranno più i set
cinematografici e poi televisivi.

Anche le rivoluzionarie lampade
al quarzo (il cui filamento,
sempre di tungsteno, sopravvive
con una maggiore costanza di
rendimento dentro un bulbo di
quarzo e con un alogenuro che lo
ricostruisce senza disperderlo sul
bulbo) nel 1959 utilizzerà gli
apparecchi consolidati nell'uso
ma contribuirà ad una drastica
riduzione delle dimensioni degli
stessi corpi illuminanti.

Negli anni '70 appariranno le
lampade a scarica in miscela di
gas e sostanze come mercurio,
alogenuri e terre rare,
producendo luminescenza ed
apportando un impulso sostanziale
nello sviluppo della ripresa
cinematografica e televisiva.
Queste lampade, superata la
fase iniziale di adeguamento ed
accettazione da parte dei
tecnici, produrranno rendimenti
luminosi adeguati, lunga durata,
luce con colorimetria a 5500°K e
colore e flusso costante.

Negli anni '90 riappariranno,
rinnovati nelle caratteristiche, i
comuni tubi al Neon, in versione
riveduta e cromaticamente
corretta per le condizione
luminose nel settore cine -
televisivo.

Queste lampade, con
l'innalzamento delle sensibilità,
delle pellicole e dei sensori
video, risolveranno in parte
l'equazione “adeguati flussi
luminosi con bassi livelli
energetici”.

Oggi, per la prima volta,
l'equazione precedente cerca un
equilibrio tra rendimento
luminoso e consumo energetico
accettabile con l'avvento
dell'ultima rivoluzione in atto: la
luce emessa da LED ad alta
potenza e costanza cromatica.