Catalyst a Sanremo 2009
Sanremo è stata l’installazione più complessa realizzata con il Catalyst in questo 2009.
3 sistemi Catalyst supportati dai Mediaserver Ianiro, gestivano lo schermo Ledwall principale, poi lo schermo di ben 12m posto dietro le scale ed i 4 pannelli mobili che si aprivano a raggiera verso destra e sinistra.
Anche le strisce ledwall poste in alto ed ai lati piu’ esterni dello stage erano controllate dal Catalyst. Inoltre Catalyst controllava i due Ledwall informativi per il pubblico in sala, posti sui balconcini e fuori campo che davano i contributi video esterni in 4:3 e le informazioni riguardo allo spettacolo in corso (cantante, classifica, etc), oppure durante la performance la stessa, la proiezione principale.


Dei 3 Catalyst, 1 era di back up, con switch automatico di commutazione in un solo secondo. Quindi la rete dei Catalyst lavorava in parallelo per la massima sicurezza durante la trasmissione.
L’installazione è stata realizzata tutta in fibra ottica, per evitare la perdita di frame dell’immagine e garantire un’ottima sincronizzazione. Fabio Pagano era l’esperto operatore del Catalyst, per il service D&D che ha fornito il materiale alla RAI. Fabio Longhi della IANIRO ha assistito il service per tutta la durata del festival, in particolare curando la ricezione, il controllo, l’ottimizzazione e l’injest o l’eventuale sostituzione dei file grafici. Il festival ha infatti mostrato l’importanza di prevedere in caso di eventi LIVE televisivi la figura dell’operatore assistente, così come già esiste nel caso della direzione luci o della regia video. La IANIRO ha recentemente formato personale della RAI con due corsi dedicati al Catayst in “stand alone” proprio per assicurare la disponibilità di queste figure durante le produzioni più complesse.

Lo spettacolo era controllato dalla console Whole Hog con 2 DP2000 della High End Systems.
Il Catalyst pilotava a Sanremo anche dei Versatube, tubi fluorescenti RGB che tramite un PC assecondavano la proiezione principale, creando un’ambientazione a ragnatela che ne ricalcava il colore dominante.
Infine il Catalyst gestiva un ultimo Ledwall scenico di sfondo. Un totale quindi di 10 uscite per una complessità di proiezione che ha obbligato all’uso di tutti i 32 layers disponibili. La macchina è stata quindi usata nelle sue piene potenzialità e messa a dura prova con successo
.